Lunedì mattina, 18 maggio 2026, durante le prime ore della sessione di trading asiatica, il mercato globale delle materie prime è entrato in una fase di divergenza a causa dell'interazione tra cambiamenti macroeconomici e aspettative sulla catena di approvvigionamento. L'oro spot si è attestato intorno ai 4.542 dollari l'oncia e sta attualmente affrontando un test ribassista a breve termine del livello psicologico chiave di 4.500 dollari l'oncia. Le preoccupazioni del mercato sull'inflazione, innescate dalle ansie sulla catena di approvvigionamento, persistono, il che ha in parte rafforzato le aspettative macroeconomiche secondo cui le principali banche centrali potrebbero mantenere tassi di interesse elevati per un periodo prolungato o addirittura inasprirli ulteriormente. Spinto dalle aspettative di una politica monetaria restrittiva, l'indice del dollaro USA continua a rafforzarsi, comprimendo direttamente la liquidità per gli asset non redditizi come l'oro, causando pressioni al ribasso sui prezzi dell'oro a livelli elevati, in un braccio di ferro tra la domanda di beni rifugio e l'aumento dei tassi di interesse reali.
Al contrario, il mercato energetico ha reagito in modo più sensibile e diretto ai premi di rischio legati alla domanda e all'offerta. Il petrolio greggio statunitense ha aperto oggi con un guadagno di oltre 11 tonnellate, scambiando a circa 102,27 dollari al barile. Sebbene alcune dichiarazioni esterne abbiano tentato di attenuare il panico sul mercato, l'incertezza sulla situazione regionale rimane elevata e il rischio di potenziali interruzioni dell'offerta è diventato il principale fattore trainante della solidità strutturale dei prezzi del petrolio. In futuro, tutte le parti continueranno a monitorare attentamente gli ultimi sviluppi dei dati fondamentali e le lievi variazioni delle politiche macroeconomiche, mentre si prevede che il mercato delle materie prime nel suo complesso manterrà un'intensa lotta tra rialzisti e ribassisti.
Analisi fondamentale e performance degli asset
1. Mercato azionario statunitense
Performance dell'indice
- Indice Dow Jones Industrial Average (DJI): Riportato a 49.530,94. In giornata è sceso di 537,07 punti, in calo di 1,071 TP3T. Influenzato dai timori di inflazione derivanti dai premi di rischio geopolitico, i titoli industriali a grande capitalizzazione hanno registrato significative prese di profitto, spingendo l'indice al di sotto della soglia psicologica dei 50.000 punti.
- Indice S&P 500 (SP500): Riportato a 7.410. In calo di 92,74 punti, in ribasso di 1,241 TP3T. I dati sull'inflazione (CPI) superiori alle attese hanno indebolito le aspettative del mercato sui tagli dei tassi da parte della Federal Reserve entro l'anno, determinando un ritracciamento tecnico dopo la precedente espansione delle valutazioni.
- Indice Nasdaq 100 (NQ1!): Riportato a 29.004,50. In calo di 227,25 punti, in ribasso di 0,781 TP3T. Sebbene la pressione sui tassi di interesse abbia esercitato una pressione al ribasso sui titoli tecnologici orientati alla crescita, le caratteristiche di bene rifugio degli asset legati alle infrastrutture di intelligenza artificiale hanno compensato in parte le perdite.
Punti salienti dei singoli titoli azionari
- Intel (INTC): Riportato a 108,77 USD, in calo di 6,181 TP3T. Dopo un forte rialzo all'inizio del 2026, il titolo ha subito una forte volatilità a causa della rivalutazione da parte del mercato della tempistica di redditività della sua attività di fonderia.
- Tesla (TSLA): Il prezzo è stato riportato a 422,24 USD, in forte calo di 4,751 TP3T. Le preoccupazioni per le tensioni commerciali globali e l'aumento dei costi delle materie prime hanno portato alla rapida chiusura delle posizioni speculative.
- Apple (AAPL)Il titolo ha raggiunto un valore di 300,23 USD, in rialzo dello 0,681% rispetto all'andamento del mercato. In un contesto di volatilità del mercato, gli investitori hanno privilegiato gli asset principali con un forte flusso di cassa e solidi fondamentali, evidenziando le caratteristiche di "bene rifugio" di AAPL.
2. Mercato dei cambi
- Indice del dollaro USA (DXY): si attesta a 99,376. In rialzo di 0,111 TP3T intraday. Nonostante la volatilità geopolitica, i dati sull'inflazione statunitense, solidi, hanno rafforzato la narrativa dei tassi di interesse "più alti per più tempo", consentendo al dollaro di guadagnare supporto al di sopra del livello di 99.
- USD/JPY (USDJPY): Valore riportato a 158,87. In rialzo di 0,061 TP3T. Sebbene permangano le aspettative di un intervento verbale da parte della Banca del Giappone, l'ampio differenziale dei tassi di interesse tra Stati Uniti e Giappone continua a limitare la motivazione a chiudere le posizioni di carry trade sullo yen.
- EUR/USD (EURUSD): Valore riportato a 1,16116. Leggermente in calo di 0,111 TP3T intraday. La divergenza tra i deboli fondamentali economici europei e l'inflazione persistente ha impedito all'euro di imprimere slancio al rimbalzo in un contesto di forza del dollaro.
3. Metalli preziosi e materie prime
Metalli preziosi
- Oro spot (XAUUSD): Il prezzo dell'oro è stato riportato a 4.485,30 dollari l'oncia, in forte calo di 52,98 dollari intraday, con un ribasso di 1,171 TP3T. Dopo aver raggiunto nuovi massimi, i prezzi dell'oro hanno subito una fase di ritracciamento tecnico a causa del rafforzamento del dollaro e dei tassi di interesse reali persistentemente elevati, ritirandosi al di sotto del livello di 4.500.
- Argento spot (XAGUSD): Prezzo riportato a 84,240 USD per oncia. In calo di 1,501 TP3T. La volatilità dell'argento è rimasta significativamente più alta di quella dell'oro e, con il deflusso di capitali speculativi dai metalli rifugio, l'argento ha subito un'ulteriore pressione a causa delle aspettative di rallentamento della domanda industriale.
materie prime
- Petrolio greggio (XTIUSD): Riportato a 106,52 USD al barile. Fortemente in rialzo di 1,161 TP3T. La situazione di stallo in Medio Oriente e i rischi di trasporto marittimo nello Stretto di Hormuz hanno creato notevoli interruzioni nell'offerta, consentendo al petrolio greggio di continuare a essere quotato con un "premio di rischio" al di sopra dei 100 USD.
4. Criptovalute e dinamiche macroeconomiche
- Bitcoin (BTCUSD): Riportato a 77.089 USD. Calo di 0,421 TP3T intraday. Dopo aver subito pressioni di vendita vicino al livello di 90.000 USD, BTC ha continuato a consolidarsi all'interno dell'intervallo tra 75.000 e 80.000 USD.
- Ethereum (ETHUSD): Riportato a 2.108,41 USD. In calo di 1,00%. ETH ha continuato a sottoperformare BTC, a dimostrazione del fatto che, in un contesto di maggiore incertezza macroeconomica, i capitali hanno preferito asset con caratteristiche di "oro digitale" piuttosto che protocolli a livello applicativo.
5. L'argomento di oggi
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