24 luglio 2026 — Nella prima parte della sessione asiatica di venerdì, l'oro spot si è attestato intorno a 1048,76 centesimi/oncia, dopo un notevole calo di quasi 21 centesimi/oncia giovedì. Il principale fattore alla base di questa turbolenza di mercato è stata una forte escalation delle tensioni regionali, con minacce alla sicurezza di stretti marittimi strategici e voci di azioni di vasta portata che hanno scosso i mercati energetici. Il petrolio Brent è balzato oltre i 61 centesimi/oncia giovedì, superando quota 100 centesimi/barile. Questo aumento dei prezzi del petrolio ha rapidamente innalzato le aspettative di inflazione globale, costringendo i mercati a rivalutare le politiche delle banche centrali. Le crescenti aspettative di rialzo dei tassi di interesse hanno esercitato una forte pressione sull'oro, bene rifugio.
Guardando al futuro, il sentiment di mercato è in bilico tra la domanda di beni rifugio e le aspettative di un rialzo dei tassi d'interesse, guidato dall'inflazione. Gli alti prezzi del petrolio aumentano i rischi di inflazione di secondo livello, che potrebbero mantenere le politiche monetarie restrittive, esercitando pressione sull'oro nel breve termine. Tuttavia, l'evoluzione della crisi fornisce un solido supporto di fondo ai beni rifugio. Qualora le tensioni dovessero intensificarsi ulteriormente, l'oro conserva lo slancio per un improvviso rimbalzo. Gli investitori dovrebbero monitorare attentamente le dinamiche del mercato energetico e i prossimi dati macroeconomici sull'inflazione.
Analisi fondamentale e performance degli asset
1. Mercato azionario statunitense
Performance dell'indice
- Indice Dow Jones Industrial Average (DJI): In calo di 507,07 punti (-0,97%) a 51.717,16. I titoli a maggiore capitalizzazione hanno trascinato il mercato al di sotto della soglia dei 52.000 punti, mentre gli utili del settore tecnologico hanno innescato un più ampio sentimento di avversione al rischio.
- S&P 500 (SP500): In calo di 4,94 punti (-0,07%) a 7.421,74. L'indice ha oscillato leggermente sopra i 7.400. L'impennata degli investimenti in conto capitale delle mega-cap ha frenato le valutazioni, sebbene i settori difensivi abbiano compensato alcune perdite del settore tecnologico.
- Nasdaq 100 (NQ1!): In rialzo di 8,50 punti (+0,03%) a 28.629,25. L'indice è entrato in una fase di stallo dopo i guadagni iniziali, mostrando una netta divergenza tra i fornitori di hardware per l'intelligenza artificiale e i giganti del software/veicoli elettrici.
Punti salienti del titolo azionario
- Tesla (TSLA): Crollato di 14,52% a $319,69. Gli utili del secondo trimestre hanno rivelato un flusso di cassa libero negativo e pressioni sui margini. Il management ha dichiarato il 2026 un "anno di mega-CapEx" (incentrato su Robotaxi e Optimus), innescando un'intensa incorporazione nei prezzi dei rischi di ROI a breve termine.
- Alfabeto (GOOG): Sceso da 7,13% a $317,69. Nonostante la forte crescita del cloud, un forte aumento delle previsioni di spesa in conto capitale ha suscitato preoccupazioni sul ROI dell'IA, esercitando pressione sui titoli azionari di crescita con valutazioni elevate.
- Amazon (AMZN): È sceso di 4,57% a $233,66. Le preoccupazioni sull'emissione di debito e sulle spese in conto capitale per infrastrutture cloud e di intelligenza artificiale hanno pesato sul sentiment, insieme al più ampio sell-off del settore tecnologico.
- Intel (INTC): Scivolato da 2,33% a $100,23. Il settore dei semiconduttori si è consolidato su livelli elevati mentre i mercati rivalutavano i beneficiari diretti della spesa in conto capitale delle mega-capitalizzazioni.
- Apple (AAPL): Diminuito da 1,30% a $321,66. Grazie a un solido flusso di cassa e al suo ecosistema di dispositivi, Apple ha mostrato una relativa resilienza durante il calo del settore tecnologico.
2. Mercato Forex
- Indice del dollaro statunitense (DXY): A 101,427, in calo di 0,01% (-0,009). La Fed rimane in modalità attendista. Gli elevati rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi hanno bilanciato il sentimento di avversione al rischio, mantenendo il dollaro stabile vicino a 101,40.
- EUR/USD: A 1,13792, in rialzo di 0,02% (+0,00024). I fondamentali europei hanno subito una lieve pressione, lasciando l'euro a consolidarsi sotto 1,1400 senza un forte catalizzatore direzionale.
- USD/JPY: A 163,856, in calo di 0,01% (-0,012). Gli elevati differenziali di rendimento tra Stati Uniti e Giappone hanno mantenuto attivi i carry trade sullo yen, con la coppia che si aggira sotto la resistenza vicino a 164,00.
3. Metalli preziosi e materie prime
Metalli preziosi
- Oro spot (XAUUSD): A circa $4,046,82/oz, in calo di 0,07% (-2,960). L'oro si è consolidato in un intervallo elevato dopo aver rotto $4,000. I rischi geopolitici e le tendenze di de-dollarizzazione hanno sostenuto i ribassi, sebbene gli alti rendimenti abbiano limitato i rialzi.
- Argento spot (XAGUSD): A $57,6225/oz, in calo di 0,07% (-0,03750). L'argento si è mantenuto stabile nell'intervallo $57–$58, spinto dalla domanda industriale e dai flussi verso beni rifugio.
materie prime
- Petrolio greggio WTI (XTIUSD): A $92,67/bbl, in calo di 0,15% (-0,14). L'escalation delle tensioni e le preoccupazioni sull'offerta hanno mantenuto il petrolio stabile sopra $90, con i mercati che monitorano i rischi di inflazione secondaria.
4. Criptovalute e tendenze macroeconomiche
- Bitcoin (BTCUSD): In ribasso di 0,34% (-218) a $64.832. Movimento laterale dopo non essere riuscito a rompere la resistenza superiore, influenzato dal sentiment di avversione al rischio nei titoli tecnologici.
- Ethereum (ETHUSD): In calo di 0,37% (-7,01) a $1.869,90. Continua a rimanere indietro rispetto a Bitcoin poiché la minore propensione al rischio ha indirizzato i capitali verso i tradizionali beni rifugio e gli asset macro.
5. Eventi chiave di oggi
- Vendite al dettaglio nel Regno Unito (mese su mese)
- PMI manifatturiero francese (Flash)
- Servizi francesi PMI (Flash)
- PMI manifatturiero tedesco (Flash)
- Servizi tedeschi PMI (Flash)
- PMI manifatturiero del Regno Unito (Flash)
- PMI dei servizi nel Regno Unito (Flash)