2 gennaio 2025. Nell'ultima seduta di contrattazioni dell'anno, i mercati globali sono stati chiaramente caratterizzati da prese di profitto e contrazione della liquidità, esercitando una pressione generalizzata sugli asset rischiosi. I tre principali indici statunitensi hanno registrato un calo simultaneo, con gli investitori che hanno optato per incassare i guadagni in vista della chiusura annuale dei mercati. Il dollaro USA si è mantenuto stabile dopo le festività, mentre nel comparto dei metalli preziosi, oro e argento hanno arretrato rispetto ai massimi recenti, a causa del calo del premio per i beni rifugio. I mercati energetici hanno seguito lo stesso andamento, con il petrolio greggio in calo a fronte di prospettive di domanda prudenti e chiusure di posizioni. Nel complesso, l'andamento dei prezzi del 31 dicembre ha rispecchiato un ritracciamento tecnico guidato dai flussi di fine anno piuttosto che da un cambiamento fondamentale, ponendo le basi per nuove manovre tattiche all'inizio del 2026.
Andamento del mercato e analisi fondamentale per classe di attivi
1. Mercato azionario statunitense
Andamento dell'indice:
- L'indice Dow Jones Industrial Average è sceso di 0,631 punti (TP3T) a causa delle difficoltà incontrate dai settori finanziario e ciclico;
- L'indice S&P 500 ha ceduto i guadagni iniziali chiudendo in ribasso di 0,741 punti, mostrando il classico riequilibrio di fine anno;
- Il Nasdaq Composite è stato il principale indice a registrare la performance peggiore, con un calo di 0,761 punti, trascinato al ribasso dai titoli tecnologici a maggiore capitalizzazione.
Fattori chiave: La chiusura dei portafogli e il ribilanciamento delle posizioni a fine anno da parte degli investitori istituzionali, le significative prese di profitto nel settore tecnologico a seguito degli impressionanti guadagni annuali e i bassi volumi di scambio hanno esacerbato la volatilità dei prezzi.
2. Mercato Forex:
- L'indice del dollaro statunitense (DXY) si è rafforzato dopo le festività, oscillando intorno a 98,3, e fungendo da freno per le materie prime e gli asset rischiosi;
- Il cambio EUR/USD ha oscillato tra 1,170 e 1,175, sotto pressione a causa della forza del dollaro e del consolidamento di fine anno;
- Il cambio USD/JPY ha mantenuto la sua fase di consolidamento su livelli elevati tra 156 e 157; la coppia rimane guidata dal dollaro, con un ulteriore rischio di deprezzamento dello yen qualora la forza del biglietto verde persistesse.
3. Metalli preziosi e materie prime
Metalli preziosi:
- L'oro spot (XAUUSD) ha registrato un lieve calo nell'ultimo giorno, ma ha chiuso l'anno con un notevole guadagno di 64%.
- L'argento spot (XAGUSD) ha registrato una maggiore volatilità e un calo giornaliero significativo, sebbene la sua performance annuale sia rimasta eccellente, superando quota 1471 TP3T. Qualora la domanda industriale si mantenesse stabile fino all'inizio del 2026, l'argento conserverebbe la sua elasticità di rimbalzo.
Materie prime:
- Il petrolio WTI si è attestato intorno a $57,5/barile, in calo di 1%, a causa delle liquidazioni di fine anno e delle prudenti previsioni di domanda per il 2026. L'ampia offerta globale e la debole ripresa della domanda, unitamente al posizionamento di fine anno, hanno esercitato pressione sui prezzi, sebbene eventuali shock dell'offerta all'inizio del 2026 potrebbero innescare un'inversione di tendenza.
4. L'argomento di oggi
- Oggi non sono previsti dati economici di rilievo o nuove pubblicazioni.