6 agosto 2026 Giovedì mattina, nella sessione asiatica, l'oro spot si attestava intorno a 1.250/oz. Nella sessione precedente, l'oro aveva mostrato un'impennata rialzista, con un aumento di oltre 41.300 in un solo giorno e un picco intraday di 1.267,55/oz, il massimo degli ultimi due mesi. Questo forte rally è stato trainato principalmente da un calo significativo dei rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi e dalla diminuzione delle aspettative del mercato su ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve. Nel frattempo, il petrolio WTI si attesta attualmente intorno a 1.75/barile; nonostante le notizie di un accordo preliminare raggiunto tra le due parti per la riapertura dello Stretto di Hormuz, in attesa dell'approvazione definitiva, la volatilità geopolitica di fondo continua a mantenere i capitali estremamente cauti, in bilico tra materie prime e beni rifugio.
Da una prospettiva macroeconomica, il calo dei rendimenti dei titoli del Tesoro ha fornito un supporto immediato alla valutazione dell'oro, che non genera rendimenti, mentre l'attenuarsi delle aspettative di rialzo dei tassi ha aperto ulteriori potenziali rialzi. Sebbene i progressi sull'accordo sullo Stretto di Hormuz abbiano offerto un sollievo geopolitico a breve termine, il mercato mantiene un atteggiamento difensivo di "cauto ottimismo" in vista della sua attuazione definitiva. Guardando al futuro, i dettagli specifici dell'attuazione della situazione geopolitica, insieme ai prossimi dati sull'occupazione e sull'inflazione negli Stati Uniti, saranno i principali fattori trainanti del mercato. Se i dati macroeconomici continueranno a segnalare un rallentamento economico, l'oro potrebbe rimanere elevato o testare livelli più alti; al contrario, gli investitori dovrebbero prestare attenzione a potenziali ritracciamenti temporanei dovuti a prese di profitto a livelli più alti.
Analisi fondamentale e performance degli asset
1. Mercato azionario statunitense
Performance dell'indice
- Indice Dow Jones Industrial Average (DJI): Riportato a 54.354,44, in rialzo di 263,03 punti (+0,49%). I titoli a maggiore capitalizzazione, sia quelli tradizionali che quelli industriali, hanno mostrato una solida resilienza. I capitali si sono spostati dalle mega-cap tecnologiche ad alta valutazione verso i settori blue-chip difensivi e ciclici, spingendo il Dow Jones costantemente al di sopra della soglia dei 54.000 punti.
- Indice S&P 500 (SP500): Riportato a 7.743,60, in rialzo di 3,20 punti (+0,04%). Intrappolato in un braccio di ferro tra i ribassi del settore tecnologico e la resilienza dei titoli value, l'S&P 500 si è mosso lateralmente in prossimità dei massimi storici intorno a 7.740, riflettendo un atteggiamento attendista in attesa di segnali politici e risultati trimestrali.
- Futures sull'indice Nasdaq 100 (NQ1!): Riportato a 29.555,00, in calo di 60,00 punti (-0,20%). Sotto pressione a causa delle aspettative di utili riviste tra i giganti tecnologici a grande capitalizzazione e delle prese di profitto su valutazioni elevate, i future del Nasdaq hanno registrato un calo, con pressioni di vendita emerse intorno a 29.600.
Punti salienti del titolo azionario
- Alfabeto / Google (GOOG): Riportato a $362,43, in calo di 4,03% (-$15,22). L'impennata delle spese in conto capitale per l'IA, combinata con le preoccupazioni normative antitrust, ha alimentato i timori di una compressione dei margini a breve termine, innescando prese di profitto tecniche che hanno portato a un calo del peso dei titoli tecnologici.
- Amazon (AMZN): Riportato a $272.65, in calo di 1.72% (-$4.77). I forti investimenti in cloud computing ed e-commerce hanno spinto gli investitori a breve termine a incassare i profitti, riportando il prezzo a testare il supporto intorno a $270.
- Tesla (TSLA): Riportato a $321,55, in calo di 1,77% (-$5,80). Le sue caratteristiche ad alto beta hanno fatto sì che TSLA continuasse a consolidarsi in un contesto di più ampi ribassi del settore tecnologico.
- Apple (AAPL): Riportato a $311.00, in controtendenza con un guadagno di 0.52% (+$1.62). Supportata da un solido flusso di cassa e da un appeal difensivo, Apple si è dimostrata resiliente durante il più ampio sell-off tecnologico, rimanendo saldamente al di sopra di $310.
- Intel (INTC): Segnalato a $101.06, in leggero rialzo di 0.20% (+$0.20). Mostra i primi segnali di un possibile minimo e di una successiva stabilizzazione vicino al livello psicologico $100.
2. Mercato dei cambi
- Indice del dollaro statunitense (DXY): Riportato a 99,661, in leggero calo di 0,03% (-0,028). Il dollaro si è consolidato in un intervallo ristretto intorno a 99,6. I mercati stanno attentamente prezzando il ritmo del cambio di politica monetaria della Fed, cercando un equilibrio tra le aspettative di un atterraggio morbido e i rischi di tassi elevati, lasciando il dollaro senza slancio per una rottura direzionale.
- USD/JPY: Riportato a 157,684, in calo di 0,05% (-0,086). Nonostante i continui interventi verbali della Banca del Giappone riguardo a un'uscita dalla politica monetaria ultra-espansiva, lo slancio al rialzo dello yen rimane limitato dagli ampi differenziali di tasso tra Stati Uniti e Giappone, mantenendo la coppia in fase di consolidamento vicino a 157,7.
- EUR/USD: Riportato a 1,15566, in rialzo di 0,03% (+0,00035). Il rallentamento della crescita dell'Eurozona continua a limitare i guadagni dell'euro, bloccando la valuta in una fase laterale vicino a quota 1,155.
3. Metalli preziosi e materie prime
Metalli preziosi
- Oro spot (XAUUSD): Riportato a $4,287,32/oz, in forte rialzo a $40,05 (+0,94%). Alimentato dalla de-dollarizzazione strutturale, dal rischio geopolitico globale e dalla domanda di beni rifugio in risposta all'espansione dei bilanci delle banche centrali, l'oro ha mostrato un forte slancio rialzista, rompendo la resistenza a $4,280 mentre si avvicina ai massimi storici.
- Argento spot (XAGUSD): Il prezzo è stato riportato a $62,34/oz, in rialzo di $0,29 (+0,47%). Spinto congiuntamente dai flussi di capitali verso beni rifugio e dalla robusta domanda industriale proveniente dai settori fotovoltaico ed elettronico, l'argento ha mantenuto saldamente il livello di supporto di $62.
materie prime
- Petrolio greggio WTI (XTIUSD): Riportato a $75,13/barile, in calo di 0,17% (-$0,13). Dopo essere uscito dal precedente intervallo di negoziazione, il petrolio si è fermato vicino a $75. I premi per il rischio geopolitico e i venti contrari della domanda ciclica rimangono in una situazione di stallo.
4. Criptovalute e dinamiche macroeconomiche
- Bitcoin (BTCUSD): Riportato a $64,626, in rialzo di 0,04% (+$26). Dopo un'elevata volatilità, Bitcoin è entrato in una fase di minimo tecnico intorno a $64,600. Con la liquidità globale fortemente orientata verso i beni rifugio tradizionali come l'oro, le criptovalute mancano di un forte slancio di acquisto nel breve termine.
- Ethereum (ETHUSD): Riportato a $1,909,25, in rialzo di 0,10% (+$1,96). ETH si è consolidato strettamente intorno al livello di $1,900, rimanendo relativamente fiacco poiché i flussi di capitale restano fortemente concentrati altrove.
5. Evento chiave di oggi
- Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti