Mercoledì 12 agosto 2026, durante la prima parte della sessione asiatica, l'oro spot si attestava intorno a $4.373/oz, ritracciando leggermente dal precedente massimo di due mesi, vicino alla soglia di $4.400/oz. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente rimangono il principale fattore di supporto per i prezzi delle materie prime. L'Iran ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso a meno che gli Stati Uniti non cambino posizione e accettino le loro condizioni di cessate il fuoco, spingendo il petrolio greggio statunitense al massimo di una settimana, vicino a $83,50/bbl. Tuttavia, dopo diversi giorni consecutivi di rialzi, le prese di profitto da parte di alcuni investitori hanno frenato lo slancio rialzista a breve termine, mantenendo il mercato in un delicato equilibrio.
Guardando al futuro, l'attenzione del mercato si è completamente spostata sui prossimi dati macroeconomici statunitensi. La pubblicazione, prevista per questa settimana, dell'indice dei prezzi al consumo (CPI) e dell'indice dei prezzi alla produzione (PPI) di luglio negli Stati Uniti sarà fondamentale per valutare la traiettoria della politica monetaria della Federal Reserve. Se l'inflazione dovesse superare le aspettative, potrebbe rafforzare le previsioni del mercato sul mantenimento di tassi di interesse elevati da parte della Fed o sul rinvio dei tagli, fornendo così supporto al dollaro statunitense e mettendo sotto pressione l'oro. Al contrario, se l'inflazione dovesse continuare a diminuire, la duplice risonanza tra la domanda di beni rifugio di natura geopolitica e le aspettative di allentamento monetario potrebbe spingere l'oro a ritestare e sfidare i massimi sopra quota 1.400.
Analisi fondamentale e performance degli asset
1. Mercato azionario statunitense
Performance dell'indice
- Indice Dow Jones Industrial Average (DJI): A quota 53.797,39, in calo di 184,02 punti (-0,34%). Trascinato al ribasso dalle prese di profitto sui titoli blue-chip a grande capitalizzazione e sui settori ciclici tradizionali, il Dow Jones ha subito una lieve pressione al di sotto della soglia dei 54.000 punti, a causa del riequilibrio dei capitali che si allontanano dai titoli value ad alta valutazione, in un contesto di prolungata attesa sull'andamento dei tassi di interesse.
- Indice S&P 500 (SP500): A quota 7.739,48, in leggero rialzo di 0,53 punti (+0,01%). L'indice ha oscillato in un intervallo estremamente ristretto durante tutta la sessione, con acquirenti e venditori bloccati intorno a 7.750. La divergenza settoriale è stata significativa; i titoli tecnologici di peso e i settori difensivi si sono bilanciati a vicenda, mantenendo il mercato nel suo complesso in una zona di consolidamento di alto livello.
- Indice Nasdaq 100 (NQ1!): A quota 29.669,75, in rialzo di 43,75 punti (+0,15%). Nonostante la notevole pressione di vendita su alcuni titoli tecnologici a grande capitalizzazione, la resilienza dei titoli dei semiconduttori e delle infrastrutture per l'intelligenza artificiale ha sostenuto un modesto guadagno, sebbene il sentiment sia rimasto cauto in vista della soglia psicologica dei 30.000.
Punti salienti del titolo azionario
- Alphabet (GOOG): A $343,80, in calo di 3,84%. Scosso dalle voci sulla conformità normativa e dall'incertezza sulla politica antitrust, il sentiment di mercato si è diviso sul ROI a breve termine delle spese in conto capitale, spingendo ad aggiustamenti strategici del portafoglio.
- Amazon (AMZN): A $272,27, in calo di 2,09%. Le azioni sono scese sotto pressione a seguito di rivalutazioni della resilienza dei consumatori e revisioni al ribasso a breve termine delle previsioni di crescita del cloud computing.
- Apple (AAPL): A $304,91, in calo di 1,09%. Consolidandosi al di sopra del livello tondo di $300, il titolo rimane limitato dagli aggiustamenti della catena di fornitura hardware e dalle aspettative macroeconomiche di una domanda finale debole.
- Tesla (TSLA): A $332,81, in rialzo di 0,58%. I progressi nella commercializzazione della guida autonoma e le rivalutazioni del suo business di accumulo di energia hanno contribuito a una performance superiore a quella del mercato più ampio.
- Intel (INTC): A $97,71, in rialzo di 0,19%. Si mantiene stabilmente vicino a $98, sostenuto al ribasso dalle erogazioni ufficiali dei sussidi previsti dal CHIPS Act e dai piani di ristrutturazione della capacità produttiva in corso.
2. Mercato dei cambi
- Indice del dollaro USA (DXY): A 99,808, stabile (0,00%). L'indice si è consolidato saldamente al di sotto della soglia dei 100. Con i mercati in una fase di osservazione in vista dei dibattiti sulla politica tariffaria e dei dati sull'inflazione, le dichiarazioni neutrali della Fed hanno rallentato lo slancio dei rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi, lasciando il dollaro senza un chiaro catalizzatore macroeconomico per una rottura direzionale.
- EUR/USD: A 1,15431, in rialzo di 0,011 TP3T. L'euro si è stabilizzato di fronte alla resistenza a 1,1550. Poiché le aspettative di un taglio dei tassi da parte della BCE sono già pienamente incorporate nei prezzi e la dinamica economica regionale rimane debole, una rottura rialzista indipendente resta improbabile.
- USD/JPY: A quota 159,262, in calo di 0,021 TP3T. La coppia ha oscillato appena al di sotto della soglia psicologica e di intervento chiave di 160. Nonostante gli avvertimenti verbali restrittivi della Banca del Giappone, gli ampi differenziali di rendimento tra Stati Uniti e Giappone continuano a incoraggiare le vendite di carry trade, limitando i rimbalzi dello yen.
3. Metalli preziosi e materie prime
Metalli preziosi
- Oro spot (XAUUSD): A $4,382,91/oz, in rialzo di $14,665 (+0,34%). L'oro ha mantenuto la sua elevata fase di consolidamento al di sopra di $4,350. La diversificazione delle riserve delle banche centrali globali, che si allontana dal dollaro, le preoccupazioni sulla sostenibilità del debito sovrano e i premi per il rischio geopolitico costituiscono collettivamente una solida base macroeconomica per prezzi dell'oro elevati.
- Argento spot (XAGUSD): A $65,01/oz, in rialzo di $0,3255 (+0,50%). L'argento ha continuato a sovraperformare l'oro, estendendo i guadagni dopo aver rotto $64. La scarsità strutturale dell'offerta, combinata con le sinergie tra beni rifugio e domanda industriale, ha rafforzato un forte trend rialzista.
materie prime
- Petrolio greggio WTI (XTIUSD): A $83,80/bbl, in rialzo di $0,47 (+0,56%). Il greggio ha testato costantemente il livello di resistenza di $84. Le minacce geopolitiche sul lato dell'offerta, unite al calo delle scorte dovuto al picco dei viaggi estivi, hanno spinto al rialzo i premi di rischio energetico a breve termine.
4. Criptovalute e dinamiche macroeconomiche
- Bitcoin (BTCUSD): A $63.653, in rialzo di $110 (+0,17%). Bitcoin ha subito una fase di consolidamento tecnico nell'intervallo $63.000–$64.000. Dopo aver assorbito le vendite dovute alle prese di profitto, il mercato sta assorbendo le aspettative di liquidità macroeconomica, con i premi di liquidità che tornano neutrali e l'azione dei prezzi che si contrae vicino ai massimi.
- Ethereum (ETHUSD): A $1,881,06, in rialzo di $0,34 (+0,02%). ETH ha oscillato lateralmente intorno al livello pivot di $1,880. In assenza di catalizzatori indipendenti nell'ecosistema, ha seguito l'atteggiamento attendista del mercato crypto in generale.
5. Eventi chiave di oggi
- Indice dei prezzi al consumo (CPI) core degli Stati Uniti su base mensile
- Indice dei prezzi al consumo (CPI) statunitense su base annua
- Indice dei prezzi al consumo USA (su base mensile)
- Indice dei prezzi al consumo statunitense (CPI) su base annua