Lunedì 14 settembre 2026, durante la prima parte della sessione asiatica, l'oro spot veniva scambiato intorno a 1.340 dollari l'oncia. La recente domanda di beni rifugio rimane presente, ma i dati sull'inflazione statunitense hanno spinto il mercato a concentrarsi nuovamente sul contesto dei tassi di interesse. Le variazioni del dollaro statunitense e dei rendimenti dei titoli del Tesoro hanno esercitato una certa pressione sui prezzi dell'oro, determinando ulteriori fluttuazioni a livelli elevati. Nel frattempo, il petrolio greggio statunitense ha aperto in rialzo di oltre 21 dollari lunedì, poiché i cambiamenti nelle condizioni regionali hanno influenzato le aspettative sull'offerta di energia, portando a un notevole rafforzamento a breve termine dei prezzi del petrolio.
All'inizio di questa settimana, l'attenzione dei mercati si concentrerà sulla riunione di politica monetaria della Federal Reserve e sul conseguente andamento dei tassi di interesse. Se i prezzi dell'energia dovessero rimanere elevati, potrebbero ulteriormente influenzare le valutazioni del mercato sull'evoluzione futura dell'inflazione, creando al contempo maggiori variabili per le principali classi di attività. L'oro continuerà a essere influenzato dalle variazioni del dollaro statunitense e dei tassi di interesse, mentre il petrolio greggio continuerà a risentire delle aspettative sull'offerta e dei cambiamenti delle condizioni regionali.
Andamento del mercato e analisi fondamentale per classe di attivi
1. Mercato azionario statunitense
Performance dell'indice
• Indice Dow Jones Industrial Average: 52.578,27 punti, in rialzo di 509,05 punti intraday, ovvero 0,98%. Il Dow Jones ha registrato una performance significativamente migliore rispetto agli indici focalizzati sul settore tecnologico, indicando un certo grado di divergenza strutturale nell'attuale allocazione del capitale. Con il ritorno all'attenzione delle aspettative sui tassi di interesse, il mercato è diventato più sensibile agli asset di crescita altamente valutati, mentre i settori tradizionali a maggiore ponderazione hanno mostrato una resilienza relativamente maggiore.
• Indice S&P 500: 7.629,10 punti, in calo di 35,52 punti intraday, ovvero 0,46%. L'indice è arretrato dai livelli elevati, principalmente a causa del rinnovato ricalcolo delle aspettative sui tassi di interesse e dei timori di inflazione derivanti dall'aumento dei prezzi dell'energia. L'indice dei prezzi al consumo core statunitense è aumentato di 0,3% su base mensile ad agosto, al di sopra delle precedenti aspettative del mercato, mentre i prezzi del petrolio greggio sono tornati sopra $100, aumentando ulteriormente l'attenzione del mercato sulla persistenza dell'inflazione.
• Indice Nasdaq 100: 29.010,25 punti, in calo di 376,75 punti intraday, ovvero 1,28%. I titoli tecnologici sono più sensibili alle variazioni dei tassi di interesse. Poiché il mercato ha aumentato la sua valutazione del tasso di riferimento della Federal Reserve, i settori in crescita hanno subito una pressione di valutazione più marcata, con conseguente calo maggiore del Nasdaq rispetto all'S&P 500.
Focus sui singoli titoli azionari
• Apple (AAPL): $332,27, in rialzo di $5,70 intraday, ovvero 1,75%. Apple è salita nonostante la pressione generale sui principali indici azionari tecnologici, dimostrando che la performance delle grandi aziende tecnologiche rimane nettamente differenziata. La performance dei singoli titoli è sempre più influenzata dai fondamentali specifici dell'azienda e dai fattori di allocazione del capitale.
• Intel (INTC): $102,94, in rialzo di $2,62 intraday, ovvero 2,61%. Intel ha sovraperformato i principali indici, indicando che i flussi di capitale all'interno del settore dei semiconduttori non sono del tutto uniformi. Il mercato continua a valutare l'infrastruttura dell'intelligenza artificiale e la più ampia catena di fornitura dell'industria dei chip su base strutturale.
• Amazon (AMZN): $256,78, in rialzo di $4,89 intraday, ovvero 1,94%; Alphabet (GOOGL) a $338,50, in rialzo di $5,90 intraday, ovvero 1,77%. La divergenza tra i principali titoli tecnologici indica che il mercato attuale non si sta allontanando in generale dagli asset tecnologici, ma sta invece prestando maggiore attenzione alla capacità di guadagno e alla resilienza delle valutazioni delle singole aziende.
2. Mercato dei cambi
• Indice del dollaro USA (DXY): 99,180, in rialzo di 0,086 punti intraday, ovvero 0,091 TP3T. Il dollaro statunitense è rimasto sostanzialmente stabile, mentre il mercato ha continuato a valutare le pressioni inflazionistiche negli Stati Uniti, unitamente alle aspettative di aggiustamenti della politica monetaria della Federal Reserve. L'inflazione di base negli Stati Uniti rimane relativamente persistente, mentre il rapido aumento dei prezzi dell'energia ha reso nuovamente più caute le aspettative del mercato sul percorso dei tassi di interesse, fornendo un certo supporto al dollaro.
• EUR/USD: 1,15872, in calo di 0,00117 intraday, ovvero 0,10%. L'euro si è leggermente indebolito, principalmente a causa della relativa stabilità del dollaro statunitense e delle variazioni delle aspettative sui tassi di interesse globali. Con il ritorno all'attenzione delle aspettative sui tassi di interesse statunitensi, i differenziali dei tassi di interesse tra Stati Uniti ed Europa continuano a esercitare una certa pressione sull'euro.
• USD/JPY: 153,709, in rialzo di 0,176 punti intraday, ovvero 0,11%. Il dollaro si è mantenuto intorno a 153 contro lo yen, che continua a essere influenzato dal differenziale dei tassi di interesse tra Stati Uniti e Giappone. Tuttavia, le aspettative di normalizzazione della politica monetaria da parte della Banca del Giappone si sono rafforzate, lasciando il tasso di cambio influenzato sia dalle aspettative di politica monetaria che dalla domanda di beni rifugio.
3. Metalli preziosi e materie prime
Metalli preziosi
• Oro spot (XAUUSD): $4,336,72 per oncia, in calo di $12,70 intraday, ovvero 0,29%. L'oro non ha mantenuto la sua precedente forza nonostante le continue tensioni geopolitiche, principalmente perché l'attuale prezzo di mercato non è guidato esclusivamente dal sentimento di bene rifugio. I dati sull'inflazione negli Stati Uniti rimangono relativamente stabili, mentre le aspettative di un aggiustamento della politica della Federal Reserve a breve termine sono aumentate notevolmente. I tassi di interesse e i rendimenti dei titoli del Tesoro hanno quindi creato una pressione temporanea sugli asset che non generano rendimento. I prezzi dell'oro hanno anche subito una notevole volatilità in seguito alla recente pubblicazione dei dati sull'inflazione, a dimostrazione che la determinazione dei prezzi dei tassi di interesse rimane un fattore importante per il mercato dei metalli preziosi.
• Argento spot (XAGUSD): $64,0955 per oncia, in calo di $0,4045 intraday, ovvero 0,63%. L'argento ha registrato un calo maggiore rispetto all'oro, riflettendo l'influenza combinata delle sue caratteristiche finanziarie di metallo prezioso e delle aspettative sulla domanda industriale. Con il dollaro statunitense che rimane stabile e le aspettative di tassi di interesse reali relativamente elevati, i prezzi dell'argento stanno subendo una pressione a breve termine comparativamente maggiore.
materie prime
• Petrolio greggio WTI (XTIUSD): $102,81 al barile, in rialzo di $2,70 intraday, ovvero 2,70%. Il petrolio greggio è diventato una delle variabili inflazionistiche più importanti nel mercato attuale. L'escalation delle tensioni in Medio Oriente, unitamente ai rischi per il trasporto e l'approvvigionamento energetico, ha spinto i prezzi del petrolio nuovamente al di sopra del livello $100. L'aumento dei prezzi dell'energia non solo incide direttamente sulle aspettative di inflazione, ma può anche ripercuotersi sui prezzi di altri beni e servizi attraverso i costi di trasporto e produzione. Il recente aumento dei prezzi del petrolio è diventato uno dei fattori importanti che spingono il mercato a rivalutare le aspettative di politica monetaria della Federal Reserve.
4. Criptovalute e sviluppi macroeconomici
• Bitcoin (BTCUSD): $76.838, in rialzo di $30 intraday, ovvero 0,04%. Il Bitcoin è rimasto sostanzialmente in un intervallo ristretto, senza un chiaro cambiamento unidirezionale nella propensione al rischio del mercato. Mentre i mercati finanziari tradizionali continuano a essere influenzati dai tassi di interesse e dai prezzi dell'energia, le criptovalute non hanno ancora sviluppato un trend chiaramente indipendente, con i capitali che rimangono in una fase di osservazione.
• Ethereum (ETHUSD): $2,484,31, in rialzo di $8,45 intraday, ovvero 0,34%. Ethereum ha registrato un lieve rialzo, ma la volatilità complessiva è rimasta limitata. Le principali variabili di mercato rimangono concentrate sull'andamento dei tassi di interesse statunitensi, sulla performance del dollaro USA e sulla propensione al rischio globale. Attualmente, i prezzi degli asset digitali non presentano un fattore macroeconomico sufficientemente forte da modificare il quadro generale dei prezzi.
5. L'argomento di oggi
• Indice dei prezzi al consumo del Canada su base mensile
• Indice dei prezzi al consumo mediano del Canada su base annua
• Il Canada ha ridotto l'indice dei prezzi al consumo medio su base annua.
• Indice dei prezzi al consumo comune del Canada su base annua
• Interverrà la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde