Il 12 gennaio 2026, in seguito alla pubblicazione del primo rapporto annuale sui Nonfarm Payrolls (dati relativi all'occupazione non agricola) lo scorso venerdì, i mercati globali sono entrati in una nuova fase di riprezzamento, con gli investitori che valutano i segnali contrastanti provenienti dal mercato del lavoro statunitense. La crescita dell'occupazione a dicembre si è attestata a soli 50.000 posti, ben al di sotto dei 73.000 previsti, prolungando il rallentamento delle assunzioni osservato alla fine del 2025. Tuttavia, il tasso di disoccupazione è inaspettatamente sceso a 4,41 TP3T, contribuendo a smorzare il sentiment di mercato e ad attenuare le immediate preoccupazioni di recessione. Dal punto di vista strutturale, la debolezza dell'occupazione nel settore manifatturiero si è contrapposta alla continua crescita delle assunzioni nel settore pubblico, evidenziando un contesto di mercato del lavoro disomogeneo. La retribuzione oraria media è aumentata di 0,31 TP3T su base mensile, in linea con le aspettative, suggerendo che le pressioni salariali rimangono contenute. Essendo il primo rapporto sul mercato del lavoro completamente normalizzato dopo le recenti interruzioni dovute alla chiusura del governo, i dati rafforzano la narrazione di un rallentamento delle assunzioni a fronte di un'occupazione stabile, spingendo i mercati a uscire dalla modalità di trading festivo e a concentrarsi nuovamente sui fondamentali macroeconomici in vista del 2026.
Classi di attività e analisi fondamentale
1. Mercato azionario statunitense
Performance dell'indice
- Indice Dow Jones Industrial Average: Ha chiuso a 49.504,07, in rialzo di 0,481 punti. Sostenuto dai settori difensivi e dai titoli finanziari di grandi dimensioni, l'indice ha continuato a mostrare una solida resilienza.
- Indice S&P 500: L'indice TP3T è salito di 0,651 a 6.967, segnando un nuovo massimo storico di chiusura e sottolineando il persistente sentimento rialzista sul mercato.
- Nasdaq Composite: L'indice TP3T ha guadagnato 0,811 punti, raggiungendo quota 23.671,35. Il continuo slancio dei settori legati all'intelligenza artificiale e la ripresa dei titoli tecnologici a maggiore capitalizzazione hanno fornito un forte supporto all'indice.
Borsa in evidenza
- Tesla (TSLA): Si è registrata una forte volatilità all'interno dell'intervallo $440–$450. Con il lancio su larga scala del sistema FSD v14 e l'approvazione normativa per le operazioni di Robotaxi in alcune città, Tesla ha continuato la sua trasformazione da produttore di veicoli elettrici puri a leader nel settore della robotica basata sull'intelligenza artificiale. Il supporto a breve termine si trova vicino a $430; una rottura sostenuta al di sopra di $450 potrebbe aprire la strada a un test dei massimi precedenti.
2. Mercato dei cambi
- Indice del dollaro USA (DXY): Il dollaro si è mantenuto stabile intorno a quota 99,1, scambiando su livelli elevati. Nonostante le aspettative di ulteriori tagli dei tassi da parte della Federal Reserve, i premi per il rischio geopolitico e la domanda di beni rifugio hanno continuato a sostenerlo.
- EUR/USD: L'euro è rimasto sotto pressione a causa del rafforzamento del dollaro e del calo dell'inflazione nell'eurozona, attestandosi intorno a 1,1637. La principale causa di debolezza rimane la divergenza di politiche tra la BCE e la Federal Reserve.
- USD/JPY: Lo yen si è indebolito notevolmente, con il cambio USD/JPY che si è avvicinato a quota 157,8. Sebbene la Banca del Giappone abbia accennato a possibili aumenti dei tassi di interesse, ciò non è ancora sufficiente a compensare i differenziali di rendimento che continuano a pesare sullo yen, spingendolo verso i minimi recenti.
3. Metalli preziosi e materie prime
Metalli preziosi
- Oro spot (XAUUSD): Si sono registrate prese di profitto a livelli elevati, con scambi intorno a $4,500/oz. Nonostante il recente ritracciamento, le aspettative di tassi di interesse reali più bassi e la continua domanda strutturale da parte delle banche centrali continuano a fornire un supporto di fondo.
- Argento spot (XAGUSD): È rimasta altamente volatile, con l'ultimo scambio vicino a $82/oz.
materie prime
- Petrolio greggio WTI: Il prezzo si è attestato a circa $59,1/barile, in ripresa rispetto ai minimi di inizio anno.
Fattori chiave: Le recenti misure adottate dagli Stati Uniti contro le esportazioni di petrolio venezuelano hanno attirato l'attenzione del mercato. Sebbene le condizioni dell'offerta globale rimangano generalmente favorevoli, queste interruzioni a breve termine hanno contribuito a mantenere i prezzi del petrolio all'interno dell'intervallo $55–$60.
4. Criptovalute e sviluppi macroeconomici
- Bitcoin (BTC): Il prezzo si è mantenuto al di sopra del livello $91.000 durante la sessione asiatica, registrando un modesto guadagno nelle 24 ore di circa 0,6%. L'andamento dei prezzi rimane in un intervallo ristretto, riflettendo il posizionamento degli investitori istituzionali in un periodo di relativa calma per quanto riguarda i dati macroeconomici. Con i dati chiave sull'inflazione ancora in sospeso questa settimana, il mercato non presenta un chiaro catalizzatore direzionale e il BTC sta attraversando una fase di consolidamento tecnico tra $90.000 e $92.000.
- XRP (XRP/USD): Scambiato intorno a $2.06, con volatilità giornaliera in calo mentre i prezzi entrano in una fase di consolidamento dopo un periodo di forti guadagni. Dopo il forte rally dello scorso anno, l'asset sta subendo una notevole pressione di prese di profitto a breve termine, poiché i precedenti catalizzatori rialzisti sono già stati scontati nel prezzo.
5. Argomenti per oggi
- Oggi non sono previste pubblicazioni di dati economici di rilievo.