Nella prima parte della sessione di trading asiatica di lunedì 7 settembre 2026, l'oro spot si attestava intorno a 100.400.400,60 oz, con la spinta rialzista significativamente frenata. In seguito alla pubblicazione dei dati sull'occupazione statunitense di agosto, che hanno superato di gran lunga le aspettative, si sono riaccesi i timori del mercato riguardo a un possibile inasprimento della politica monetaria della Federal Reserve. L'aumento dei costi di finanziamento e dei rendimenti reali ha incrementato notevolmente il costo di detenzione dell'oro. Di conseguenza, il premio per il bene rifugio accumulato in precedenza ha subito una temporanea liquidazione, esercitando una pressione a breve termine sui prezzi dell'oro e spingendoli verso una fase di consolidamento a livelli elevati.
In netto contrasto con il calo della domanda di beni rifugio come i metalli preziosi, il mercato energetico ha registrato un forte rialzo a causa dell'escalation dei rischi geopolitici. Il petrolio WTI si mantiene attualmente su livelli elevati, intorno a 1.000.000 dollari al barile. Le tensioni militari in Medio Oriente, unite ai continui attacchi ucraini contro le raffinerie russe, rappresentano una seria minaccia per le rotte globali di esportazione del greggio e per la capacità di raffinazione. Qualora le tensioni geopolitiche dovessero ulteriormente intensificarsi, i premi di rischio strutturali continueranno a fornire un solido supporto ai prezzi del petrolio.
Analisi fondamentale e performance degli asset
1. Mercato azionario statunitense
Performance dell'indice
• Indice Dow Jones Industrial Average (DJI): L'indice Dow Jones si è attestato a 53.419,33 punti, in calo di 272,05 punti o 0,511 punti nel corso della giornata. Trascinato al ribasso dai settori ciclici tradizionali e da alcuni titoli a grande capitalizzazione, il Dow Jones ha ritracciato dai massimi storici, mentre il sentiment di mercato si è fatto sempre più diviso sulla linea di politica monetaria della Fed e sui rischi di rallentamento economico.
• Indice S&P 500 (SP500): L'indice si è attestato a 7.721,32, in leggero rialzo di 6,97 punti o 0,091 TP3T intraday. Ha mantenuto una fase di negoziazione laterale su livelli elevati, al di sopra di 7.700, con una marcata divergenza a livello di singoli titoli; un forte rimbalzo dei leader del settore dei semiconduttori ha compensato i ribassi delle società tecnologiche a grande capitalizzazione, mantenendo uno stretto pattern di consolidamento.
• Indice Nasdaq 100 (NQ1!): Il titolo si è attestato a 29.557,00, in leggero calo di 8,25 punti o 0,031 TP3T intraday. I titoli tecnologici hanno mostrato andamenti contrastanti, con rialzisti e ribassisti che si sono contesi la soglia dei 29.500. I premi di valutazione a breve termine richiedono una valutazione più ponderata, mentre il mercato attende ulteriori risultati aziendali e indicazioni macroeconomiche.
Focus sui titoli azionari
• Tesla (TSLA): Il titolo, quotato a $354,08, ha registrato un calo significativo di 5,92%. Colpito dall'intensificarsi della concorrenza nel settore e dalle revisioni al ribasso delle aspettative sugli utili a breve termine, il titolo ha subito una notevole pressione di vendita, rappresentando un freno primario per i settori dei beni di consumo e della crescita.
• Apple (AAPL): Il titolo è stato quotato a $319,97, in calo di 2,51%. Dopo una performance sostenuta su livelli elevati, il titolo ha subito prese di profitto tecniche, poiché i capitali hanno optato per la realizzazione di guadagni in un contesto di crescente incertezza macroeconomica.
• Intel (INTC): Riportato a $95.80, con un'impennata di 4.51% contro il trend di mercato. In un contesto di maggiore volatilità del settore dei semiconduttori, l'ottimizzazione delle spese in conto capitale e i miglioramenti strutturali della domanda hanno stimolato rapidi afflussi rialzisti.
• Amazon (AMZN): Il prezzo è stato riportato a $258.51, in lieve calo di 0.15%. Le contrattazioni sono rimaste relativamente stabili, consolidandosi al di sopra di $250 e dimostrando una solida protezione al ribasso.
• Alfabeto (GOOGL): Il titolo è stato quotato a $338,46, in calo di 1,17%. A seguito del generale calo dei titoli tecnologici di punta, gli investitori a breve termine hanno privilegiato un approccio attendista riguardo agli sviluppi normativi e di settore.
2. Mercato dei cambi
FX Dynamics
• Indice del dollaro USA (DXY): Riportato a 99,091, in calo di 0,071 TP3T intraday. Il DXY ha oscillato su livelli inferiori alla soglia psicologica di 99,00, con le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Fed e la temporanea debolezza dei rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi che hanno limitato lo slancio rialzista.
• EUR/USD: Il tasso di cambio è stato riportato a 1,16193, in lieve rialzo di 0,051 TP3T. Mentre lo slancio del dollaro USA rallentava, l'euro ha consolidato la sua base sopra 1,1600; tuttavia, i deboli fondamentali economici interni europei hanno impedito qualsiasi rottura rialzista decisiva.
• USD/JPY: Il cambio USD/JPY si è attestato a 155,910, in calo di 0,221 (TP3T). Mentre i mercati continuavano a valutare un'ulteriore potenziale normalizzazione della politica monetaria da parte della Banca del Giappone, lo yen si è stabilizzato, causando un leggero calo del cambio USD/JPY rispetto ai massimi recenti.
3. Metalli preziosi e materie prime
Metalli preziosi
• Oro spot (XAUUSD): Il prezzo dell'oro si è attestato a circa $4,426,15/oz, in leggero calo di 0,08% intraday. L'oro ha mantenuto una fase di consolidamento laterale al di sopra di $4,400. I premi per il rischio geopolitico e la domanda di beni rifugio a lungo termine hanno fornito un forte supporto, mentre i rialzisti hanno temporaneamente assorbito le prese di profitto a breve termine vicino ai massimi storici.
• Argento spot (XAGUSD): Il prezzo dell'argento si è attestato a $66,3245/oz, in rialzo di 0,17%. L'argento ha registrato una performance leggermente superiore a quella dell'oro, sostenuto dalle sue duplici caratteristiche di bene rifugio e industriale, mantenendo un andamento dei prezzi robusto su livelli elevati.
materie prime
• Petrolio greggio (XTIUSD): Il prezzo del petrolio greggio si è attestato a $92,16/barile, in rialzo di 0,66%. Spinto dalle tensioni in Medio Oriente e dalle incertezze sul fronte dell'offerta, il prezzo ha continuato la sua traiettoria ascendente dopo aver superato quota $90, con i fattori geopolitici a fungere da principale catalizzatore.
4. Criptovalute e dinamiche macroeconomiche
Criptovalute
• Bitcoin (BTCUSD): Riportato a $80,087, in calo di 0,31% intraday. Dopo i tentativi di superare livelli più alti, Bitcoin è entrato in una fase di consolidamento vicino a $80,000 in un contesto di generale avversione al rischio, affrontando pressioni di prese di profitto a breve termine e di riduzione della leva finanziaria.
• Ethereum (ETHUSD): Il prezzo si è attestato a $2.512,12, in leggero calo di 0,09%. In linea con l'andamento generale del mercato, Ethereum si è consolidato intorno a $2.500. In un contesto di mutevoli aspettative di liquidità a livello macroeconomico, i capitali si sono spostati tra beni rifugio tradizionali e attività rischiose.
5. Eventi chiave di oggi
• Nessuno