10 febbraio 2026 – I mercati globali continuano a essere influenzati da un mix di avversione al rischio e speculazioni sulle politiche economiche. Nelle prime contrattazioni asiatiche, l'oro spot si è attestato intorno a $5.050/oz, mantenendosi vicino ai massimi recenti. Durante le ore di contrattazione statunitensi, il dollaro USA si è indebolito in previsione di dati sui Nonfarm Payrolls e sull'inflazione (CPI) inferiori alle attese, il che ha dato una spinta al rimbalzo dell'oro. I mercati ora tengono d'occhio i dati chiave sull'occupazione negli Stati Uniti, previsti per la fine della settimana, per valutare la probabilità di almeno due tagli dei tassi di interesse nel 2026. Sebbene non vi siano shock di mercato estremi, i premi di rischio persistenti mantengono vivo il sentiment rialzista. L'oro, dopo una recente correzione dai massimi, sta tentando di costruire un nuovo livello di supporto sopra $5.000.
Sul fronte dei fondamentali, le principali banche centrali asiatiche continuano incrementando le riserve auree, fornendo supporto a lungo termine. Alla fine di gennaio, le riserve auree hanno raggiunto 74,19 milioni di once, segnando 15 mesi consecutivi di crescita, un chiaro segno di strategie di riserva diversificate.
Analisi fondamentale e performance degli asset
1. Mercati azionari statunitensi
Performance dell'indice
- Dow Jones (DJI): 50.135,87, +0,04% – I modesti guadagni riflettono una rivalutazione da parte del mercato delle blue-chip in un contesto di scarsi nuovi catalizzatori.
- S&P 500 (SP500): 6.962,52, -0,07% – Scambiando sotto i 7.000, gli investitori restano cauti.
- Nasdaq 100 (NQ1): 25.339,75, -0,06% – I titoli tecnologici sono in una fase di correzione tecnica, in attesa di segnali macroeconomici più chiari.
Titolo in evidenza
- Apple (AAPL): 274,62, -1,26% – Un ritracciamento più marcato della media indica un riposizionamento difensivo lontano dalle principali partecipazioni tecnologiche.
2. Mercato Forex
- Indice del dollaro (DXY): 96.869, -0.83% – Vendite significative in quanto i fondi avversi al rischio si spostano verso attività non in USD o ad alto rischio.
- USD/JPY: 156.192, +0.21% – Nonostante l'indebolimento del dollaro, lo yen non è riuscito a riprendersi.
- EUR/USD: 1.19038, -0.09% – La resistenza a 1.19 indica fondamentali deboli dell'Eurozona che compensano il calo del dollaro USA.
3. Metalli preziosi e materie prime
Metalli preziosi
- Oro (XAU/USD): ~$5,050.26, -0.32% – La presa di profitto dopo la rottura di $5,000 crea un modesto ritracciamento.
- Argento (XAG/USD): 82.323, -1.19% – Calo maggiore rispetto all'oro, a dimostrazione che i fondi speculativi escono più rapidamente in condizioni macroeconomiche incerte.
materie prime
- Petrolio greggio (XTI/USD): $64,40/bbl, -0,11% – Lieve ritracciamento dopo i recenti guadagni guidati da fattori geopolitici.
4. Criptovalute e sviluppi macroeconomici
- Bitcoin (BTC/USD): $70,049, -0.06% – Si mantiene sopra $70k ma manca lo slancio per una rottura.
- Ethereum (ETH/USD): $2,104.5, +0.03% – Leggera divergenza da BTC, che riflette la rotazione all'interno dei token focalizzati sulle applicazioni.
5. L'argomento di oggi
- Vendite al dettaglio principali negli Stati Uniti (gennaio)
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- Indice del costo del lavoro (ECI) degli Stati Uniti per il quarto trimestre