9 febbraio 2026 — Dopo aver subito un forte calo di quasi 4% nella sessione precedente, i metalli preziosi sono rimbalzati rapidamente, dimostrando un forte slancio di riparazione. Durante le prime contrattazioni asiatiche di lunedì, l'oro spot ha esteso il rimbalzo di venerdì di quasi 4%, salendo fino a 1,7% a un massimo di 5.046,15 dollari USA per oncia, recuperando con successo il livello psicologico chiave di 5.000 dollari USA.
L'argento ha mostrato una ripresa ancora più aggressiva. Dopo un crollo di 10% in un solo giorno, l'argento è salito di oltre 9% alla chiusura, stabilizzandosi a 77,50 dollari USA all'oncia, formando un classico Rimbalzo a forma di V.
Questa ripresa è stata trainata principalmente da un dollaro statunitense più debole e da una ripresa del sentiment di avversione al rischio. L'indice del dollaro statunitense ha interrotto la sua serie di rialzi, fornendo supporto ai prezzi dell'oro e innescando un ritorno agli acquisti fisici nelle regioni dell'euro e dello yen. Sul fronte geopolitico, sebbene i colloqui sul nucleare tra Stati Uniti e Iran abbiano inviato alcuni segnali di distensione, la lunga durata delle negoziazioni suggerisce che l'incertezza persisterà. In un contesto globale altamente volatile, il ruolo dell'oro come bene rifugio fondamentale è stato ancora una volta riaffermato.
Analisi fondamentale e performance degli asset
1. Mercati azionari statunitensi
Performance dell'indice
- Indice Dow Jones Industrial Average: Chiuso alle 50.115,67, più di 1.200 punti, guadagnando 2.47%. L'indice si è storicamente stabilizzato al di sopra del 50.000 Traguardo significativo, che riflette forti flussi di rivalutazione verso le blue chip e i titoli finanziari tradizionali, in un contesto di aspettative di maggiore autorità esecutiva da parte della Casa Bianca e di "reflazione".“
- Indice S&P 500: Terminato alle 6.962,85, su 0,50%.Sebbene la crescita dei colossi tecnologici abbia rallentato, l'ampiezza del mercato è migliorata, con le spese in conto capitale che hanno compensato in parte le preoccupazioni legate all'incertezza sui dazi.
- Indice Nasdaq 100 (NQ1): Chiuso alle 25.306,00, su 0,57%. La narrativa sugli investimenti nelle infrastrutture per l'intelligenza artificiale rimane intatta, supportando una crescita limitata nonostante un contesto di tassi di interesse elevati per un periodo prolungato.
Borsa in evidenza
- Tesla (TSLA): Chiuso alle 411,11 USD, impennata 3.50%, beneficiando di potenziali venti favorevoli politici legati alla guida autonoma e agli incentivi per la produzione.
2. Mercato dei cambi
- Indice del dollaro statunitense (DXY): A 97.609, giù 0,07%. Sebbene la nomina di Kevin Warsh a presidente della Fed abbia indotto i mercati a prezzare un atteggiamento più restrittivo, le continue tendenze alla de-dollarizzazione e la relativa attrattiva degli asset non statunitensi hanno limitato il potenziale di apprezzamento del dollaro.
- EUR/USD: A 1.18248, su 0,09%. L'euro ha scambiato lateralmente vicino al 1.18 a livello grazie all'allentamento temporaneo delle tensioni tariffarie tra Stati Uniti e UE e alla moderazione delle pressioni geopolitiche, che hanno sostenuto la ripresa della domanda.
- USD/JPY: A 157.049, giù 0,08%. Lo yen ha trovato supporto tecnico intorno 157, con i mercati che valutano la posizione post-elettorale della coalizione di governo giapponese in merito alla normalizzazione della politica monetaria.
3. Metalli preziosi e materie prime
Metalli preziosi
- Oro spot (XAUUSD): A 5.034,15 dollari USA per oncia, su 1.41%, rivendicando fermamente il 5.000 dollari USA soglia psicologica. Questa rottura non è semplicemente determinata dalle aspettative di un taglio dei tassi, ma rappresenta un voto collettivo contro la credibilità del "vecchio sistema creditizio", alimentato da persistenti rischi geopolitici e dalle preoccupazioni per una crisi globale del debito sovrano.
- Argento spot (XAGUSD): A 79,49 dollari USA all'oncia, su 1.98%. Grazie alla duplice risonanza della domanda di beni rifugio e dell'utilizzo industriale, l'argento continua a sovraperformare l'oro.
materie prime
- Petrolio greggio WTI (XTIUSD): A 63,03 dollari al barile, giù 0,74%. I prezzi rimangono sotto pressione al di sotto del 65 USD Livello di resistenza, appesantito dalle aspettative di una potenziale espansione dell'offerta statunitense e dalla divergenza a forma di K della domanda globale di energia trainata dal settore manifatturiero.
4. Criptovalute e sviluppi macroeconomici
- Bitcoin (BTCUSD): A 70.583 dollari USA, su 0,43%. Scambio in un intervallo ristretto al di sopra 70.000 dollari, in quanto i mercati stanno già scontando quadri normativi statunitensi più chiari e l'attuazione dei relativi ordini esecutivi della Casa Bianca.
- Ethereum (ETHUSD): A USD 2.090,4, su 0,10%. ETH continua a sottoperformare BTC e altri asset rischiosi, a dimostrazione della preferenza dei capitali per le caratteristiche di "bene rifugio" rispetto all'esposizione ad alta volatilità.
5. L'argomento di oggi
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